Frontiere sud: È necessaria maggiore trasparenza

La direttrice dell’OSAR Miriam Behrens si è recata il 17 e 18 agosto a Chiasso e Como al fine di osservare la situazione dei rifugiati sul posto. « Il nostro obiettivo è di assicurarci che i diritti delle persone in cerca di protezione siano complessivamente garantiti », spiega Miriam Behrens. Ogni persona che cerca protezione in Svizzera deve segna-tamente essere consegnata alla Segreteria di Stato per la migrazione (SEM) in quanto autorità competente, pure nei casi in cui esistano dei dubbi relativi ai motivi della do-manda d’asilo.

L’OSAR constata che regnano una grande confusione e incertezza presso le persone interessate per quanto riguarda la loro situazione giuridica e materiale.  « I nostri dubbi hanno trovato conferma durante il nostro viaggio », spiega Miriam Behrens, direttrice dell’OSAR. Le persone in cerca di protezione non sono sufficientemente e, in parte, nemmeno correttamente informate, ciò che conduce ad una confusione sulle condizioni e sul momento in cui esse possono, risp. devono, depositare una domanda d’asilo. La situazione in loco è difficile per tutti gli attori implicati. È perciò urgentemente necessario avere maggiore trasparenza sulle procedure applicate e sui fermi di persone alla stazione di Chiasso. I controlli di persone devono rispettare le regole dell’accordo di associazione a Schengen.

Assenza di trasparenza e chiarezza
La situazione sul posto mostra che il Corpo delle guardie di confine (Cgcf) ferma e controlla sistematicamente le potenziali persone in cerca di protezione che arrivano in stazione. Non è chiaro in quale momento queste persone hanno l’occasione di depositare un’eventuale domanda d’asilo, né come la procedura prosegua esattamente. Il Corpo delle guardie di confine necessiterebbe urgentemente in questo contesto di maggiore sostegno affinché le persone in cerca di protezione possano essere direttamente consegnate alla SEM, la quale dispone di un procedimento regolamentato nonché di un servizio di interpretariato a garanzia di una migliore comunicazione con le persone in cerca di protezione.

Migliorare la situazione dei fanciulli
L’OSAR constata che alcuni fanciulli, accompagnati e non accompagnati, che si trovano a Como, hanno tentato l’entrata in Svizzera. Le disposizioni della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo prevedono che tutte le autorità che entrano in contatto con dei fanciulli accordino un’importanza primordiale all’interesse superiore del fanciullo. Sia le autorità italiane che il corpo delle guardie di confine hanno dunque il dovere di prendere le misure appropriate. L’OSAR s’impegna affinché sia trovata una soluzione per questi fanciulli.

Declino del numero di domande di asilo e aumento dei controlli alla frontiera
In confronto all’anno precedente (2015), le domande d’asilo sono diminuite in tutta Europa. La situazione iniziale è ciò nonostante difficile. Gli Stati dello Spazio Schengen, di cui la Svizzera fa parte, non propongono finora nessuna risposta soddisfacente al problema del transito, poiché non si focalizzano sufficientemente sui bisogni delle persone da proteggere. In seguito agli sviluppi del 2015, sempre più Stati dello Spazio Schengen hanno fatto ricorso a controlli alle frontiere interne, al fine di assicurare che le persone presenti sul territorio nazionale sia registrate correttamente e possano depositare una domanda di asilo. Ciò non costituisce tuttavia finora una soluzione soddisfacente. Dei meccanismi di ridistribuzione sono necessari in Europa (Relocation) per poter garantire la protezione delle persone interessate. «La Svizzera dovrebbe impegnarsi maggiormente in questo senso», spiega Miriam Behrens.

L’OSAR propone le piste di risoluzione seguenti:

  • Il Corpo delle guardie di confine deve imperativamente trasmettere alla SEM tutti i casi relativi a persone che desiderano depositare una domanda d’asilo, questo pure qualora sussistano dei dubbi quanto ai motivi della domanda d’asilo.
  • Tutte le autorità implicate in Svizzera e in Italia devono orientare il trattamento dei minori non accompagnati e delle famiglie con fanciulli nel senso dell’interesse superiore del fanciullo.
  • Concretamente in merito alla situazione a Chiasso, il Corpo delle guardie di confine deve essere sostenuto da specialisti delle autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA) nella presa a carico dei minori non accompagnati.
  • Il Corpo delle guardie di confine necessita fondamentalmente di maggiore sostegno, sia tramite l’ausilio di interpreti, così come in occasione del trasferimento delle persone in cerca di protezione alla SEM.
  •  La Svizzera deve entrare in contatto con l’UE e i paesi vicini al fine di trovare una soluzione per le persone in cerca di protezione che si trovano bloccate a Como.
  •  La comunicazione con le persone in cerca di protezione deve essere notevolmente migliorata. Queste devono poter disporre di materiale informativo appropriato. Sussiste qui un fabbisogno importante.
  •  La prassi dei controlli deve essere trasparente e conforme alle regole dell’accordo di associazione a Schengen.

Informazioni
Miriam Behrens, direttrice OSAR, tel.: 079 750 48 77
Constantin Hruschka, responsabile Protezione OSAR, tel.: 031 370 75 38

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